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Immagine: Didier Descouens · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Filippo Neri

sacerdote italiano, santo (1515-1595)

SantoScheda completaOratorio di San Filippo NeriDopo il 1588

Festa: 26 maggio (calendario romano vigente, memoria obbligatoria) · 26 maggio (Messale del 1962, III classe)

Patrono di giovani; associazioni laicali e confraternite; reumatismi; Roma; contro i terremoti

Nascita
22 luglio 1515
verificato
Morte
26 maggio 1595
verificato
Beatificazione
1615
da Paolo V
Canonizzazione
12 marzo 1622
da Gregorio XV

Chi era

Filippo Neri nacque a Firenze il 22 luglio 1515, figlio di un notaio di un'antica famiglia toscana. A sedici anni fu mandato ad aiutare un parente negli affari vicino a Montecassino, dove prese l'abitudine di pregare in una cappella di montagna e comprese di essere chiamato a Roma. Vi giunse nel 1533 senza nulla, e visse per diciassette anni da laico, facendo da precettore ai figli di un fiorentino che gli diede una stanza, studiando e pregando di notte nelle chiese di Roma e nella catacomba di San Sebastiano.

Alla Pentecoste del 1544, pregando nella catacomba, sentì quello che sembrava un globo di fuoco entrargli nel cuore; per il resto della vita il suo cuore arse d'amore per Dio, e dopo la sua morte fu trovato ingrandito, con due costole piegate verso l'esterno. Nel 1548 fondò una confraternita per l'assistenza ai pellegrini e ai convalescenti. Ordinato nel 1551, confessava ogni giorno dall'alba a San Girolamo della Carità, e gli incontri informali di preghiera, Scrittura, musica e conversazione nella sua stanza divennero l'Oratorio. Gregorio XIII approvò la sua Congregazione dell'Oratorio nel 1575 e le affidò Santa Maria in Vallicella, la Chiesa Nuova.

Conosciuto come l'Apostolo di Roma, era famoso per il suo umorismo, la sua umiltà e la sua gioia, e insegnava che si può diventare santi nel mondo con la stessa certezza che nel chiostro. Nella festa del Corpus Domini del 1595 celebrò la messa con una gioia insolita, e morì quella notte, dopo la mezzanotte, il 26 maggio, avendone predetto l'ora.

I miracoli

Per la canonizzazione

Paolo Massimo — Palazzo Massimo, Roma — 16 marzo 1583

Il figlio quattordicenne di una nobile famiglia romana era morto, e il lutto era già iniziato quando Filippo arrivò circa trenta minuti dopo. Davanti a testimoni alitò sul ragazzo e lo chiamò per nome, e Paolo tornò in vita. Filippo ascoltò la sua confessione e parlò con lui per circa mezz'ora, poi lo lasciò tornare all'eternità, meglio preparato per il cielo. Il giorno si ricorda ancora ogni 16 marzo nella cappella di Palazzo Massimo a Roma.

Questo è il più noto dei prodigi registrati nella sua vita, non uno dei miracoli esaminati formalmente per la sua canonizzazione. Filippo fu canonizzato nella grande cerimonia del 12 marzo 1622, insieme a Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Teresa d'Avila e Isidoro l'Agricoltore.

Perché questo fu riconosciuto come santità

La sua santità fu riconosciuta già in vita dal popolo di Roma, che si accalcava al suo confessionale e lo chiamava il suo apostolo. L'indagine sulla sua vita e sui suoi miracoli iniziò poco dopo la sua morte; fu beatificato da Paolo V nel 1615, vent'anni dopo la morte, e canonizzato da Gregorio XV nel 1622, insieme ai fondatori dei Carmelitani Scalzi e dei Gesuiti, in un tempo in cui la Chiesa proponeva i nuovi fondatori come modelli di rinnovamento.

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Fonti

Tradotto dalla pagina inglese; i fatti sono stati verificati sulle fonti elencate in data 29 ottobre 2026. Le correzioni sono benvenute.

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