
Papa Liberio era un diacono romano, eletto nel maggio 352. Come Giulio prima di lui, rimase al fianco di Sant'Atanasio e della fede di Nicea in un tempo in cui l'imperatore Costanzo faceva pressione sui vescovi perché accettassero un arianesimo modificato. Quando rifiutò di condannare Atanasio, l'imperatore lo esiliò a Berea, in Tracia, e fece insediare al suo posto l'arcidiacono Felice.
Tornò a Roma intorno al 357, accolto calorosamente dal popolo. Alcuni scrittori dell'epoca riferirono che aveva ceduto sotto il peso dell'esilio; se lo abbia fatto, e che cosa abbia firmato, è stato discusso da allora e non può essere stabilito con certezza. Negli ultimi anni riaccolse i vescovi che avevano errato al Concilio di Rimini a condizione di un sincero pentimento, ed esigette il credo niceno da quanti chiedevano la comunione.